14 giugno 2015

Appunti - L'identikit del cattivo


- Stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno giorno -

Sto scrivendo una nuova storia e ho deciso d'iniziare dal personaggio del cattivo. Mi è venuta in mente una scena di Marcello Mastroianni e Jack Lemmon in Maccheroni, di Ettore Scola. Seduti al tavolino di un bar nella galleria Umberto di Napoli, dove un tempo si riunivano i musicisti in cerca d'ingaggio, i protagonisti del film discutono di un teatro per gente che ama i sapori forti, ovvero dove è netta la distinzione tra buoni e cattivi. Mi sono chiesto allora quali caratteristiche debba avere un cattivo per essere credibile e non una caricatura. Premesso che trovo sia di gran lunga più pericoloso uno stupido, provo a tratteggiarne l'identikit. Per farlo, ho immaginato un commissariato di Polizia Etica. So che non ne hai mai sentito parlare, ma esiste, come tutto ciò che siamo in grado di pensare. Anzi, credo ci sia un agente per ogni individuo e che qualsiasi tentativo di sfuggirne al controllo fallisca miseramente.

- Commissariato di Polizia Etica, interno notte -

Agente: Favorisca le generalità.
Cattivo: Mauro Trimasco.
Agente: Data e luogo di nascita.
Mauro Trimasco: Sono nato il 13 luglio 1969, a Cortona.  

(Effetto della pellicola da 8 mm che si brucia. Dissolvenza)

- Stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno giorno -

Chiedo scusa ad un eventuale Mauro Trimasco realmente esistente, ma ho scelto questo nome per l'asprezza del suono. E cosa c'è di più triste per un bambino del non festeggiare il proprio compleanno con gli amichetti? È il destino di chi nasce nei mesi estivi, quando la scuola è chiusa. Laddove te lo stia chiedendo, sono nato a febbraio e mia madre organizzava delle bellissime feste. Addobbava la cameretta con... va bene, non t'incazzare, torno al punto. Il 13 è un numero ambiguo, fortunato per alcuni e sfortunato per altri. E ho pensato a quelli nati nel '69. Ecco, li vedo lì, tutti in fila, a sgomitare per appartenere a quelli degli anni '70. Ma niente, nessuno li fa entrare. Infine, perché proprio Cortona? È una cittadina bellissima che conosco grazie ad amici di famiglia e ne ho solo bei ricordi. Non volevo che il cattivo fosse nato nella bruttezza delle periferie, più o meno industriali, o nella caoticità delle grandi città, che spesso porta a desiderare di isolarsi da tutto e da tutti: volevo un italiano su cui non gravasse il peso dell'appartenenza geografica. Nessuno potrà mai accusarlo di essere troppo meridionale o troppo settentrionale.


- Commissariato di Polizia Etica, interno notte -

Agente: Stato civile?
Mauro Trimasco: Sposato.
Stop!

- Stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno giorno -

Se il cattivo non avesse avuto una famiglia, se fosse stato celibe o divorziato, avresti trovato l'origine della cattiveria nella sua condizione sentimentale. E poi chi lo ha detto che ci si sposa solo per amore? Già, hai ragione, nessuno! Ecco, il matrimonio di Mauro Trimasco penso sia andato così: brillante neolaureato in architettura, - destinato con molto probabilità alla carriera universitaria, allo sfruttamento presso uno studio oppure ad arredare case per ricche e capricciose signore - incontra giovane figlia di un notaio. Adesso non me ne vogliano gli architetti. Sia perché il mio è un racconto di fantasia sia perché, ai tempi del liceo, incontravo spesso in treno una studentessa del primo anno di architettura. Lo ammetto, il mio sogno, da allora ad oggi, è sposare una donna architetto: qualcuna che sappia mettere ordine e riempire gli spazi nella mia vita. Un matrimonio in cui ha prevalso l'interesse economico quindi. Ma non privo di momenti in cui ha creduto di voler bene a qualcuno. Ecco, adesso che ci penso, ha anche due figlie: Vanessa e Cristina. Oltre a frequentare un'esclusiva scuola cattolica, sono impegnate con lezioni di nuoto, danza, pianoforte ed equitazione. Sia chiaro, è la mamma ad avere l'ultima parola sull'educazione della prole. Il cattivo è cattivo, ma non è un mostro!

- Commissariato di Polizia Etica, interno notte -

Agente: Statura?
Mauro Trimasco: 1,74cm.
Agente: Occhi?
Mauro Trimasco: Due!
Agente: Non faccia lo spiritoso, intendo il colore!
Mauro Trimasco: Nocciola.
Agente: Capelli?
Mauro Trimasco: Neri.
Agente: Segni particolari?
Mauro Trimasco: Nessuno.

(Campo lungo sull'esterno della stanza)  

Né alto né basso, né bello né brutto, è un uomo che passa inosservato. Ecco perché fa paura! Non so a te, ma Mauro Trimasco mi già ha stancato. Non so quando tornerò a scrivere questi appunti. E, se non dovessi più farlo, mi giustificherò dicendo che era solo un meta racconto surreale, che non esiste alcuna storia da raccontare. In fondo, non esistono storie più meritevoli di altre di essere raccontate: il mio è sempre stato solo un gioco, a volte crudele, tipico di un autore con i propri personaggi.

Massimiliano Cerreto




(Federico Fellini - 8 1/2)