22 giugno 2015

Io mi devo salvare! (Remake)

Delle taumaturgiche aspettative che riponiamo nell'amore



1991, stanza del futuro autore in cerca di personaggi, interno giorno

Dovrei andare a dormire la notte, non guardare il Maurizio Costanzo Show, tutti pazzi quelli che ci vanno. E adesso sono solo le sette e già casco dal sonno. Quasi quasi la spengo la radio. Ma come fanno i miei compagni ad ascoltare Jovanotti? Tutti bravi adesso a copiarsi e ricopiarsi le cassette dei Queen, ma quanti avevano ascoltato un loro disco prima che morisse Freddie Mercury? E non parliamo dei Genesis, che non li ascolta nessuno in tutta la scuola. Poi dicono che sono io quello strano.  

La radio trasmette The Show must go on. Entra la madre del futuro autore in cerca di personaggi.

- Tu e la musica sempre a tutto volume, è così che studi?
- Mamma, smettila! Non lo volevo neppure fare lo scientifico!
- Ah sì? E cosa avresti voluto fare, sentiamo un po'. 
- È dalle medie che odio la matematica! Voglio fare l'attore, ecco cosa voglio.
- Ma lo sai che si studia per diventare attori? Tu non la vuoi neppure frequentare la scuola di teatro.
- E me la chiami scuola di teatro la compagnia di tuo nipote?
- Pensa a diplomarti e a 18 anni farai quello che vuoi. A proposito, cosa vuoi per cena? Vanno bene le uova?
- Lo sai che non mi piacciono le uova. Non c'è la carne?
- Sempre la carne. Almeno mangiassi un po' di verdure, un giorno ti ammalerai, me lo sento scendere. Ho capito, faccio le uova.
- Adesso lasciami in pace. Per una volta che danno una bella canzone in radio. 
- E smettila di fumare, che papà s'incazza quando ti vede. E ha pure ragione.
- Sì, proprio lui che ne fumava quaranta!
- Ma poi ha smesso! Invece tu hai incominciato per andare appresso a quello sbandato del tuo compagno di classe. E io che pensavo che in una scuola privata avresti trovato un bell'ambiente. Ha ragione la professoressa d'inglese quando vi chiama classaccia: altri soldi buttati!
- Esci, fammi ascoltare questa canzone!


2014, stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno notte

E poi dicono che sono io quello strano! Ma fate il cazzo che vi pare, ormai ho perso la speranza. Potrei scrivere qualunque cosa, ma non capireste una mazza lo stesso: andateci voi dallo psichiatra, che con me potrebbe anche suicidarsi. Adesso lo chiudo il blog, tanto non esistono dialoghi, ma solo monologhi, ognuno risponde solo all'idea che ha di se stesso! Ma come ci sono finito a fare il blogger? Qui, a perdere la salute ed il sonno, e per cosa? Un mi piace? Io a scrivere d'amore e voi a scopare: proprio un bell'affare ho fatto! Fammi vedere un attimo cosa c'è in streaming. Basta con i film dell'orrore asiatici! No, a quest'ora Fellini non se ne scende. Quasi quasi mi rivedo Underground di Kusturica.

Estate del 1996, esterno notte, cineforum all'aperto

In strada, al termine della proiezione di Underground, il protagonista discute con un amico.

- Certo che te lo sei proprio goduto il film!
- E allora? Dai, andiamo alla macchina che ti accompagno a casa.
- Non ci ho capito un cazzo! Non ho capito quelli come voi, lì a ridere. Neppure quella gente che passa la vita nell'inganno, che poi si ritrova insieme, come se non fosse successo nulla.
- È un film surreale, cosa c'era da capire? Andava visto, vissuto, non capito! Ah, ecco, per fortuna non ho preso la multa.
- È estate, anche i vigili sono in vacanza, per tua fortuna.
- Senti, ma com'è che sei tornato dalla Spagna?
- Fanculo, non mi ci fare pensare. Ho lavorato per tre mesi come cameriere, ma non ho trovato nulla di meglio. Ho già ventisei anni e mi mancano ancora 10 esami all'università.
- Anche io mi sono rotto dell'università. Sono stati i miei a volere che facessi giurisprudenza. A me sarebbe piaciuto laurearmi in filosofia. È per il tuo bene, dicono. Con la laurea in legge puoi fare quello che vuoi..., ma secondo me l'Italia è finita con Tangentopoli: è tutto fermo! Cazzo, c'era il rosso e non l'ho visto.
Stai attento! E cosa volevi, che si continuasse a rubare? Finalmente uno che ha fatto un po' di pulizia in questo Paese corrotto. Dai, siamo arrivati, fammi scendere qui, altrimenti poi devi fare un giro enorme ché qua non puoi fare inversione.
- Ma dai, tanto è l'una e non c'è nessuno. Non essere così fissato con le regole... E non la sbattere così forte la portiera, cazzo!

Il protagonista è solo e pensa a voce alta.

Che grande che è questo Kusturica, se fa un altro film me lo vado a vedere. E che stronzo l'amico del mio amico. Col cazzo che lo accompagno un'altra volta. 

(Campo lungo. L'auto si perde nella notte. Partono le note di Underground)

2014, stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno notte

Maledetta connessione, il film non va! Adesso mi guardo un porno, che quelli girano sempre alla grande. Ho deciso, sposerò una pornostar. Almeno fanno tutto alla luce del sole, non come quelle che si fanno i selfie su facebook con la bocca a culo di gallina, che poi, quando le conosci, dicono di essere ragazze che non amano apparire, di essere interessate alla sostanza. Di sostanzioso vogliono solo il conto in banca del pollo di turno. Ma andate a starnazzare da un'altra parte! E s'incazzano pure quando le sfotto dicendo che la voglio giovane, bella, ricca, fedele ed innamorata. Di me, ovvio. Ma come si fa ad amare una che vuole solo i mi piace? Anzi, come si fa ad amare, punto!

1992, stanza del futuro autore in cerca di personaggi, interno giorno

And in this moment, I need to be needed
When my self-esteem is sinking, I like to be liked
In this emptiness and fear
I want to be wanted
'Cause I love to be loved
I love to be loved
Oh I love to be loved

(Peter Gabriel - I love to be loved)

Sempre il più grande di tutti! Questo nuovo disco di zio Peter è quasi meglio di So. Pensa a come deve essere bello ascoltarlo dal vivo. Sì, ma un altro inferno come quello che ho passato per vedere i Genesis a Nizza non lo voglio passare. A proposito, dove ho messo il poster? Sono mesi che abbiamo traslocato ed è ancora tutto un casino. Vediamo se è giù.

Poco dopo, nello scantinato.

No, neppure qui. Libri qui, libri di là, mamma avrebbe dovuto buttarne qualcuno, almeno quelli del liceo. E chi è questo Fromm? Dai, questo me lo porto su, in camera da letto, vuoi vedere che ci capisco qualcosa dell'amore?

2014, stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno notte

L'ho capito perché non riesco più ad innamorarmi. Con tutte le stronzate che ci hanno messo nella testa quei tipi lì, quelli che giocano a fare Freud in televisione, quelli che tengono lezioni magistrali di due ore per dire che i genitori non devono essere amici dei propri figli. E pure le utopie di Fromm sull'amore e sulla maturità quanti danni hanno fatto: qui s'invecchia senza crescere e soli come cani!

L'amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L'amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.

(Erich Fromm - L'arte di amare)


1993, salotto di una casa di periferia, San Valentino, interno notte

- Mi ami?
- Ma tu vuoi sapere troppo!
- Rispondimi!
- Ci siamo appena messi insieme, come faccio a dirti che ti amo?
- Dimmelo lo stesso.
- Te lo posso anche dire, ma solo per farti contento.
- Dammi un bacio allora.

2006, cinema multisala, esterno notte

- Aspetta, ti faccio accendere. Lo so, siamo gli unici del gruppo a fumare.
- Grazie. 
- Ti è piaciuto?
- A me molto.
- A me è parsa la solita commedia americana senza infamia e senza lode. Aspetta qua, ci sono gli altri che devono ancora uscire. Vado a prendere qualcosa, che questo odore di popcorn mi ha fatto venire fame.

Pochi minuti dopo.

- Ah, eccovi, pensavo foste rimasti chiusi nel cinema. E tu cosa fai, mangi il gelato?
- Adoro i gelati, anche d'inverno.
- Vieni qua, devo dirti una cosa. Ragazzi, aspettateci un attimo. Hai visto come ha fatto il protagonista? L'ha presa, l'ha sbattuta contro il muro e l'ha baciata. Così si fa con le donne.
- Non sono il tipo!
- E allora rimani da solo, cazzi tuoi!
- Ascoltami bene, tu non sai un cazzo di me! Darei tutto quello che mi resta da vivere per tornare alla notte del mio primo bacio: o è amore o è una perdita di tempo. Valla a sbattere tu contro il muro quella che ti piace.
- Già fatto, amico! Te l'ho detto, cazzi tuoi!

2014, stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno notte

Forse è colpa mia, che prendo l'amore troppo sul serio. Dovrei smetterla di pensare che amore debba per forza fare rima con dolore. Ma da chi cazzo ho preso questa vocazione al melodramma? Deve essere stato per colpa di quell'attrice mancata di mia madre.

1987, salotto del futuro autore in cerca di personaggi

- Non puoi scappare di casa!
- Certo che scappo, io il liceo non lo voglio fare!
- Se scappi io svengo!
- Mamma! Mamma! Mamma!
- Non è niente a mamma tua.
- Mi hai fatto prendere uno spavento! Pensavo fossi svenuta.
- Perché non vuoi andare al liceo? Tu sei intelligente, potresti mangiarti il mondo. Perché non gli dai almeno un morso?

2014, stanza dell'autore in cerca di personaggi, interno notte

Perché devo mettermi un'estranea in casa?, sosteneva Alberto Sordi a proposito di matrimonio. Ecco, dove la trovo una che mi faccia ridere di me stesso? Una come mia madre, ad esempio. A condizione che non sia gelosa. Sono dell'acquario, voglio rimanere libero. Un matrimonio con case separate, ecco il mio sogno!

Non sono gelosa a mamma tua! Speravo solo che trovassi qualcosa di meglio per te.

(Un classico di mia madre)

Forse l'errore è nelle taumaturgiche aspettative che riponiamo nella relazione. Ognuno si salva da solo, se lo vuole. Ecco cosa non mi fa chiudere gli occhi la notte: sono l'unico a poter fare qualcosa per me stesso, ma non so più cosa. Bere no, sono astemio. La droga costa troppo, e la vita è stupefacente di suo, al naturale. Con le prostitute non ci vado, lo trovo denigrante. Uscire, vedere gente e fare fotografie l'ho già fatto per una vita. E allora? Io mi devo salvare, tutto qui. (Titoli di coda)

Massimiliano Cerreto


(Massimo Troisi - Ricomincio da tre, 1981)