21 giugno 2015

Lettera di raccomandazione alla futura donna della mia vita

Stanza del più grande scrittore postumo vivente, interno notte

L'amore è un verbo da coniugare al presente, all'infinito se sei coraggioso. Al futuro non funziona: amerò appare una promessa, e non mi fido delle promesse. Non di amore, ma di crisi voglio raccontarti però. Ovvero di quel precariato dell'anima in cui ci ritroviamo tutti. Una crisi tanto forte che, senza una lettera di raccomandazione, dubito riuscirò mai a trovare un posto nel cuore di una donna. Almeno penso. Il problema è che, non avendo un buon curriculum affettivo e nessuna delle mie ex disposta a scrivere delle referenze, gratis intendo, la lettera di raccomandazione dovrò scriverla io.

Cara,
sei l'amore della mia vita, anche se non ti conosco. Anzi, forse ci conosciamo già, ma siamo tutti e due così persi nel traffico delle nostre esistenze da non riuscire ancora ad incontrarci davvero. Comunque, se non lo dovessi sapere, mi chiamo Massimiliano. Bel nome, vero? Però, se proprio ti scoccia, puoi anche chiamarmi solo Max. Preferirei Massi, è più affettuoso. No, ti prego, non chiamarmi tesò e neppure amò, come si usa qui a Napoli. Ho 41 anni. Va bene, tra qualche mese 41 e mezzo. Sono nato il 6 febbraio, come Ugo Foscolo, ma lui qualche anno prima di me. L'età non è un problema per te, vero? Meno male. Dicono che se un uomo è ancora single a 40 anni è perché ha qualche difetto di fabbricazione. Non che di difetti non ne abbia, certo. Ma, se non mi sono mai sposato, è solo perché aspettavo te! Va bene, dai, non ti arrabbiare. Lo so che l'ultima è una frase un po' da paraculi. Un po' tanto. Oddio, non ti sarai mica scandalizzata adesso? Tesoruccio adorato, le dicono tutti le parolacce, dai. E poi cosa ti aspettavi da un uomo randagio, un maschio allo stato brado, anche se vivo ancora con mammina e papino? Sta a te addomesticarmi un po', su! No, la puzza di selvatico che senti non è la mia. Forse è stato Max, il mio gatto, a lasciarmela addosso. Non ti secca che verrà anche lui quando ci trasferiremo nel tuo appartamento, vero? E non chiedermi di scegliere tra te e il mio micione adorato, mai! Adesso non pensare male di me. Non mi sono mai piaciute quelle che mi assecondano in tutto, non ti chiedo di dirmi sempre sì. Anzi, a volte, potrai anche dirmi di no. Ho detto a volte! Non sull'altare, mi raccomando! Già la vedo mia madre, il giorno del nostro matrimonio, mentre mi preparo per andare in Chiesa. A proposito, scusami se farò un po' tardi, ma non riesco mai ad essere puntuale.


Casa dello sposo, interno giorno

Massimiliano, ma sei sicuro di quello che stai facendo? Potevate convivere, che bisogno c'era di sposarsi? E poi cosa ti ha fatto di male quella poverina? Tu hai un carattere di merda e non hai mai fatto un cazzo in casa. Sei disordinato, non abbassi mai la tavoletta del cesso, e non ti piace neppure rifare il letto. Certo, ogni tanto cucini, ma solo quando ne hai voglia. No, non dire così: non sono gelosa di te. Lo sai che non è gelosia la mia. È solo che penso a tutte le bestemmie che mi tirerà dietro quella lì. Comunque, fai come vuoi. Hai sempre fatto di testa tua. Però non venire a lamentarti se ti lascerà dopo il viaggio di nozze. Che cosa? Adesso hai anche il coraggio di accusarmi di essere egoista? Lo sai quanto mi piacerebbe avere un nipotino, ma tu non sei pronto ad essere padre, ammettilo! Te lo ricordi quella volta che volevi buttare fuori di casa il tuo gatto preferito perché aveva pisciato sulla borsa fotografica? Se io e papà ti avessimo voluto buttare fuori di casa ogni volta che hai fatto qualcosa di sbagliato, avresti passato la vita sotto i ponti. Basta, non parlo più. La giacca è nell'armadio, sì, l'ho stirata. Come sarebbe a dire che non trovi la cintura? Ne hai diecimila! Ah, la cintura che piace a te. Ma farai così anche con tua moglie? La chiamerai ogni volta che non trovi qualcosa, anche quando è davanti ai tuoi occhi? Eccola, stava sotto i pantaloni. Fammi vedere. Lo sapevo! Hai abbottonato male la camicia. Aspetta, ti aiuto io...
 

Stanza del più grande scrittore postumo vivente, interno notte. Le luci dell'alba entrano dalla finestra

Amore, non crederai mica a tutto quello che dice mammà? Esagera sempre. Comunque, non devi mica sposarmi per forza. Potremmo anche essere solo amanti. Potrei venire a prenderti quando esci dal lavoro, uno di noi deve pur lavorare, e ti porterei al cinema. Sì, lo lascio scegliere a te il film. Basta che ti fai dare qualche morsicino sul collo ogni tanto. No, non sono un vampiro, cosa pensi! Lo trovo erotico, tutto qui. Sono coccolone in fondo. E dopo il film potremmo andare a mangiare in quel ristorante che ti piace tanto. No, non so ancora qual è, ma tutte le donne hanno un ristorante preferito. E visto che ti amo, potrei anche darti tutte le mie patatine fritte. Anche perché non mi piacciono. Certo, il gelato l'offro io, non si dica che non sono generoso. Poi torneremmo a casa, la tua ché non mi va di svegliare i miei, e faremmo l'amore. Io sotto perché mi fa male la schiena. Un tempo ero vittima dei colpi di fulmine, oggi rischio quelli della strega. Ciao amore mio, e se proprio non dovessi riuscire a trovarmi, cercami dove vivono quelli che non hanno più una parte dove stare.

Sempre tuo, e anche di tutte le altre

Massimiliano





"E stringo i miei pugni 
Maledicendo la folla che mi ruba 
L’uomo che mi aveva donato 
E che non ho mai ritrovato…"

(Edith Piaf, La foule)