21 giugno 2015

Regalo di compleanno

Interno notte, piano sequenza, voce fuori campo

Lasciò la stanza, e le finestre rimasero aperte, quasi che le tende volessero salutare il suo passaggio. Sul letto ancora quell'estate fatta di silenzi e zanzare da scacciare via come brutti ricordi. Era padrona di nulla lei, neppure di quel corpo che in tanti avevano avuto l'illusione di possedere. Ad appartenerle, forse, solo un tempo che non c'era mai stato: un nulla spalancato come le sue gambe quando voleva sentirsi amata, o forse soltanto viva.
Come un amante geloso, la notte la protesse dallo sguardo del mondo mentre era lì a cercare una risposta. Sospesa dall'alto di un dubbio, fece dondolare i suoi piedi nudi nel vuoto.
Il sonno tentò di abbracciarla, ma lei gli bruciò addosso una sigaretta, e poi un'altra ancora. Era stata ferita, troppo spesso, ma ebbe la forza di trascinarsi addosso l'alba ancora una volta. Sarebbe stato un altro giorno. Un altro regalo, di quelli che non hai il coraggio di chiedere, ma che speri di ricevere, prima o poi.

Massimiliano Cerreto

Backstage: Sono arrivato a dimenticare il tuo nome, ma non il giorno del tuo compleanno, non queste parole che ti regalai poco prima che il silenzio calasse su di noi.

P.S. good luck my babe!



(Edward Hopper, Woman in the sun, 1961)


(Paolo Conte, It's Wonderful)