5 giugno 2016

Ending scenes - part 1

Finale #1

- Signore, lei non può entrare qui.
- Ci deve essere un equivoco, io sono...
- So benissimo chi è lei, ed è proprio per questo che le devo chiedere di andare via. Non mi costringa a chiamare le guardie.
- Mi lasci passare, lei non c'entra niente con tutto questo. Non voglio ucciderla come ho fatto con gli altri.

La porta si apre e ne esce un uomo vestito di bianco.

- Vieni pure, ti aspettavo!
- Tu! Dannato bastardo, ti rendi conto che mi hai rovinato la vita?
- Quale vita? Guarda tu stesso, poggia le tue mani qui.

Il protagonista si specchia nell'enorme sfera al centro della stanza mentre a poco a poco il macchinario emette dei raggi di luce che fanno svanire le textures facciali. Comprende così la sua reale natura: un androide come gli altri, né più né meno. Artificiale come i ricordi innestati nella sua mente. L'uomo vestito di bianco, adesso alle sue spalle, spegne per sempre il suo chip della consapevolezza.

Finale #2 

Vorrei che questo momento durasse per sempre. L’uomo si gira verso la donna e una foglia cade dall'albero. Una volta a terra, si trasforma in una goccia d'acqua che scivola via. 

Finale #3 

- Non sono stato io, devi credermi. Deve esserci pure qualcuno disposto a credermi. Dimmi che almeno tu sei dalla mia parte.
- Non è stata colpa tua, lo so, ma loro adesso sono qui.
- Perché hai permesso tutto questo?
- Dovevo scegliere tra me e te, e ho scelto me, come sempre.
- Ma allora sei tu che...
Poco dopo.
- Stava per farmi del male, non volevo...
- Signora, venga con noi, non si preoccupi. Adesso non potrà più fare del male a nessuno.

L'agente avverte la centrale che nella stanza ci sono una donna in stato di shock ed un uomo gravemente ferito.
 

Finale #4

- Vieni, è ora di cena!
Il bambino torna a casa con Samuel, il suo adorato cagnolino.
- Mi raccomando Samuel, loro sono grandi, non possono capire: questa avventura deve rimanere un segreto tra me e te.
Il cane si addormenta sul tappeto del salotto, sotto la sua zampa destra ancora un piccolo frammento di blu.

Massimiliano Cerreto