2 gennaio 2017

La prospettiva della pozzanghera


Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo.
Il fatto è che pochi se ne accorgono.
Fernando Pessoa


La bruttezza è ovunque, non serve neppure cercarla, ecco cosa gli dissi. Eravamo arrivati appena in tempo, qualche minuto prima che suonasse una delle tante inutili campanelle della sua vita, messa lì a scandire lo spazio tra il nulla ed il poco più, che poi non è altro che l'esistenza al netto dei sogni.
Non ero felice, però. Sì, con quella risposta ero convinto di aver troncato sul nascere tutte le altre domande che sarebbero venute dopo, ma avevo davvero il diritto di farlo? No, non potevo essere felice. 
Mi sbagliavo, per fortuna. Infatti fui subito interrotto da un perché; un perché piccolissimo, ma comunque abbastanza grande da seppellirci dentro il mio senso di colpa. Perché?, mi chiese, e con l'incoscienza di chi è ancora troppo giovane da pretendere dalle risposte nulla di meno che la verità. 
Ammetto di essere stato tentato dal rispondere con quella frase che nessun genitore dovrebbe mai pronunciare: un giorno, quando sarai più grande, lo capirai da solo. Avrei potuto farlo, certo, ma con quale coraggio? Ero già colpevole di avergli mostrato il mondo attraverso la prospettiva della pozzanghera, quando finisci con il calpestare anche il cielo più bello.
Quando sarai grande capirai, pensavo: questo sì, devo ammetterlo, lo pensavo veramente. E se poi i suoi occhi non si fossero mai aperti abbastanza da trovarla la bellezza? Magari non l'avrebbe mai cercata, finendo con l'accontentarsi della mia risposta. Forse avrebbe accettato senza condizioni quell'idea di bruttezza onnipresente che avevo innestato nella sua mente, caricando le sue spalle di un pregiudizio pesante come una zavorra: dovevo rimediare a quelle parole scellerate, forse nate dal fastidio che mi aveva procurato il lavavetri al semaforo poco prima. 
Perché produrre bruttezza è facile, non richiede alcuno sforzo, gli dissi. Aveva capito? Avrebbe capito? E se in quell'implicito invito a fare del suo meglio per non generare ulteriore bruttezza non fosse nascosta un'ulteriore illusione? Di segno contrario, ma pur sempre un'illusione. 
Perché, per un istante, lo avevo immaginato diverso dagli altri, migliore degli altri: in fondo era mio figlio, non di qualcun altro. Ciao pa', mi disse prima di essere inghiottito dal suono di quella campanella, proprio come successe a tutti gli altri.
Ma una cosa l'ho capita: la prospettiva di una pozzanghera è comunque il cielo.

Massimiliano Cerreto

©Massimiliano Cerreto

 

(Francesco De Gregori, La storia)